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- Galleria foto del paese



Cenni storici
Le prime notizie di Oliveto Lucano si rintracciano in documenti storici a partire dell’anno 1000. Oliveto Lucano era feudo di Marellano che lo ricevette in eredità. Agli inizi del '300 passo nelle mani di Carlo I D'Angiò e poi succedette ai baroni delle più prestigiose famiglie del tempo come: i Grappino, i Diazgarlon, i Suardo e i Leonardis. A seguire i Leonardis, ci fu Gerolamo de Lerma, che ricevette il feudo dalla Duchessa di Marinara nel 1715. Morto costui nel 1764, fu ultimo barone di Oliveto Lucano Gerolamo de Lerma. Ad inizio 800 lungo il Corso Garibaldi sono sorti i palazzi nobiliari, mentre nella piazza Umberto I sono apparsi i primi isolati. Cosi il centro urbanistico si spostò da Piazza Ducale a Piazza Umberto I, cosi da diventare, il centro comunale della comunità e il punto in cui si collegano tutte le strade del paese.

Una persona importante per la svolta del paese
Mattiace Giuseppe
Nacque ad Oliveto Lucano l’11 settembre 1826. Aderì al moto liberale ed accolse il programma del Comitato dell'Ordine. Ad agosto del 1860, costituì nel suo paese il Comitato Insurrezionale in cui fu presidente. Successivamente si distinse nella lotta contro il brigantaggio e ottenne alcune cariche amministrative. Infatti fu consigliere provinciale e sindaco del suo paese nel 1881. Nel consiglio provinciale, sollecitò la costruzione delle linea ferroviaria Potenza – Metaponto.

Tradizioni
Una espressione caratteristica del paese è quella del "Maggio e della Cima", rito del culto arboreo di origine pagana, inserito nella celebrazione religiosa di San Cipriano e san Rocco, festeggiati nei giorni 10, 11 e 12 agosto di ogni anno. Il "Maggio" non è altro che il fusto di un albero di cerro abbattuto nella prima domenica di agosto nella foresta di Gallipoli - Cognato e privato di rami e foglie, viene trasportato in paese dai trattori nel giorno 10. Al "Maggio" viene congiunto un agrifoglio, anch'esso tagliato nel bosco e trasportato in paese dai giovani.Dopo le lavorazioni di giuntura dei due esemplari, vengono legate delle targhette indicanti dei premi e viene eretto in periferia,grazie alla forza umana.Nel pomeriggio del giorno 12,un nutrito numero di cacciatori, a turno, spara per colpire la targhetta ed aggiudicarsi il premio. L’albero viene scalato dai più baldi giovani del paese.

Interessi e mitologie
Il Maggio di farnia sgradito a San Cipriano
In paese si trasmette il mito secondo il quale, nel 1954, invece di tagliare un albero di cerro, i maggiaioli ne abbatterono uno di farnia, secondo i loro pensieri sarebbe stato un albero adatto all’occorrenza e molto più alto rispetto al solito esemplare di cerro. Trattandosi di una pianta femminile al pari della cima, e quindi non accoppiabile, il Santo non gradì questa scelta e provocò la disastrosa caduta del Maggio. Succedettero a questo punto due eventi miracolosi: prima di tutto non ci furono danni alle cose o alle persone anche se una di queste precipitò assieme all’albero, e per di più, una bimba giurò di aver visto la statua di San Cipriano sorridere.

Festa della Madonna di Piano di Campo
Un’altra ricorrenza che conquista la sua annoverata è la festa della Madonna di Piano di Campo. La prima domenica di maggio, la statua della Madonna viene presa dalla Cappella di Piano di Campo e in processione portata nel paese, per essere affidata alla chiesa Madre, per la recita della novena, durante tutto il mese di Maggio. Nella terza domenica di Maggio si svolge la festa, con la processione dei fedeli per tutto il paese. L'ultima domenica di Maggio, invece, la statua della Madonna viene riportata in processione per essere lasciata nuovamente nella Cappella di Piano di Campo,in cui rimarrà per tutto l'anno.

Le origini della festa della Madonna di Piano di Campo
La festa in onore della Madonna di Piano di Campo ha origine, da un evento miracoloso. Nel luogo in cui attualmente sorge la cappella,anni fa, era una zona di pascolo, qui ogni giorno, un pastore portava le sue mucche. Osservando che una si recava sempre verso un albero di ulivo, ponderò inizialmente che l'animale si avvicinasse per mangiare le sue foglie. Incuriosito,la seguì, e non solo vide con sorpresa che la mucca si metteva in ginocchio, ma notò in una cavità del tronco dell‘ulivo, una piccola Madonna con in braccio Gesù Bambino. In seguito a questa scoperta, i fedeli fecero costruire la chiesa dedicata alla Madonna di Piano di Campo.

I portoni di Bacco
Un elemento che riassume arte, cultura e tradizione del paese, è sicuramente costituito da antiche porte in legno, accuratamente decorate e lavorate, visibili in alcune strade della zona vecchia del paese, che risalgono al periodo compreso tra la fine dell'800 e l'inizio del 900. Queste porte sono state costruite da artigiani locali, denominati col noto nome di: Maestri d'ascia, su commissione di persone di alto grado. Per la costruzione, serviva un intenso lavoro e il prezzo si aggirava tra le 50 e le 200 lire (valore dell'epoca).
     


Chiesa Madre "Maria Santissima delle Grazie"
Interessante, nel centro storico, è la chiesa madre "Maria Ss. delle Grazie" a tre navate in stile romanico dove nel suo interno si possono apprezzare tre altari in lamine di bronzo ed una dipinto che riproduce l'immagine dell'Immacolata ed una croce in argento.



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